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Scopriamo l’Oro Verde della Sabina

Submitted by Lorenzo Abussi on domenica, 24 ottobre 20106 Comments
Scopriamo l’Oro Verde della Sabina

L’Olio Extravergine d’Oliva è l’alimento – alimento, si badi bene, non semplicemente condimento – che accompagna la nostra vita fin dai primi giorni. E’ fondamentale per il nostro nutrimento ed è utilizzato in tutte le preparazioni della cucina mediterranea. Conoscere meglio questo prodotto ci aiuta quindi a poterlo scegliere al momento dell’acquisto, e ad utilizzarlo con consapevolezza. Iniziamo quindi da questo numero un percorso alla scoperta dell’Olio Sabino e delle sue caratteristiche. Un percorso che ci darà delle pratiche indicazioni per poter degustare, valutare e scegliere l’olio migliore tra i tanti che offre la nostra terra.

L’occhio prima di tutto
Come si fa per il vino, anche per la degustazione dell’olio è necessario chiamare in causa vista,  gusto ed olfatto. In questo e nei prossimi appuntamenti con la nostra rubrica prenderemo in esame tutti questi elementi. Ma partiamo, questo mese, con quella che si chiama “analisi visiva”, che rappresenta la prima ed importantissima fase della degustazione e prende in considerazione tre elementi: il colore, la limpidezza e la consistenza.

Il Colore
Molti lo chiamano “oro verde”, ma parlando di Olio ci viene subito in mente il colore Giallo. Allora come deve essere quest’Olio? Verde smeraldo o Giallo dorato? Qual è la giusta colorazione che deve avere un olio di qualità?

Sbirciando tra gli scaffali del supermercati, notiamo una vasta scala di colori che abbracciano ambedue gli estremi. Il colore è poi indice della vita dell’Olio che, invecchiando, muta considerevolmente, causa il decadimento delle parti solide inizialmente disciolte in esso. Un po’ come accade per il vino, dobbiamo considerare però che la vita media di un Olio di qualità è di circa diciotto mesi dalla data di frangitura. In un Olio di qualità, il colore dovrà essere più prossimo al verde, sia esso più o meno intenso. La colorazione di ogni singolo Olio dipenderà dal tipo di cultivar (varietà di Olive) utilizzate, dal loro grado di maturazione e dalla presenza o meno di difetti nella drupa (che è il il chicco d’Oliva). L’Olio della Sabina tende ad essere generalmente verde con riflessi dorati, di una buona intensità e luminosità, indice di un ottimo rapporto di acidità. Può presentare anche una tonalità verde più viva nei primi mesi successivi alla frangitura.

La Limpidezza
Se il colore è direttamente indicativo della qualità dell’olio non lo stesso si può dire, con altrettanta semplicità, per la sua limpidezza. Essa, infatti, ci da informazioni che ci sono utili in seguito, in fase di degustazione olfattiva e gustativa. Al momento dell’analisi visiva l’Olio che stiamo per degustare si trova ancora dentro la bottiglia, ne abbiamo quindi solo un’opinione parziale. Esso può presentarsi con una limpidezza affascinante, cosa che ci mette subito con una predisposizione favorevole. Ma attenzione: un bel colore ed una limpidezza cristallina non possono ancora esserci d’aiuto per sapere con certezza se l’Olio che stiamo per assaggiare sarà di qualità o meno. Un Olio appena franto è torbido, tanto che sarebbe impossibile pensare di poterci guardare attraverso, molti Oli sono addirittura Opalescenti. Il che alla vista potrebbe farci suonare un campanello d’allarme sulla sanità delle Olive utilizzate per la produzione. Ma potrebbe anche essere semplicemente sintomo del fatto che si tratta di un Olio non filtrato. Gli Oli comunemente in commercio sono tutti limpidi e non presentano particelle in sospensione, frutto questo di una filtrazione del prodotto. L’Olio della Sabina generalmente si presenta di una buona limpidezza e trasparenza, indice di un buon stato di salute delle olive utilizzate e dell’estrema pulizia degli impianti di frangitura. Tuttavia l’Olio della Sabina può presentare saltuariamente anche una leggera opalescenza. Il che – lungi dall’essere indice di bassa qualità – come abbiamo detto dipenderà semplicemente dal fatto di trovarci di fronte ad un Olio non filtrato.

La Consistenza
Della consistenza è doveroso parlare. Essa è data dalla densità stessa dell’olio, che a sua volta dipende da tutti quei componenti solidi disciolti in esso. Un Olio di qualità deve muoversi compatto e non dare la sensazione di essere troppo “liquido”. Agitato nel calice dovrà scendere lentamente, mostrando tutto il suo corpo. L’Olio della Sabina ha una magnifica consistenza ed ha la caratteristica di muoversi in maniera compatta nel calice del degustatore.

Per ora ci fermiamo qui. Continueremo il nostro viaggio alla scoperta della degustazione dell’Olio nel prossimo numero di Vita Sabina, quando finalmente assaggeremo il nostro Olio e ne studieremo le caratteristiche olfattive…

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6 Comments »

  • Angelico Ortensi said:

    Molto interessante questo articolo! In futuro segnalerete anche Frantoi locali?

  • Lorenzo Abussi (author) said:

    E’ la mia idea quella di passare alla degustazione e descrizione più puntuale dei prodotti che nascono da Frantoi Sabini.
    Questo primo ciclo di articoli è introduttivo alla presentazione ed alla degustazione dell’Olio in maniera tale da poter tutti quanti comporendere il “linguaggio” della degustazione.
    Successivamente andremo a conoscere più nel dettaglio i diversi e vari prodotti dei Frantoi Sabini.

  • Angelico Ortensi said:

    Grazie mille allora!
    In effetti, più che sentirsi dire quale olio è buono, è molto meglio imparare a capirlo da soli!!

  • Lorenzo Abussi (author) said:

    Capirlo da soli è fondamentale, come fondamentale è avere gli strumenti per poter valutare gli oli e riuscire a distinguere l’olio di quailità, da quello che qualità non ha per niente :D

  • Gianni Ciaccio said:

    Traspare anche la passione di chi scrive, e mi fa fa paicere. Perché anche per me, immigrato da roma, l’olio è un fatto di passione. Attendo la seconda puntata dove forse tratterai gli aspetti legati alla qualità (trattamenti e concimi chimici o bio, periodo di raccolta, tipo di macinazione e/o frantoio ecc.) che differenziano il “nostro” olio da quelli venduti nei supermarket ;-) ) Voglio però sottolineare le crescenti difficoltà che incontriamo noi “appassionati” nella gestione del ciclo oleicolo dall’albero alla bottiglia. Tra disinteresse delle amministrazioni dedite al cemento piuttosto che al verde, leggi restrittive e quasi punitive, costi di produzione alti e terreni sempre più frazionati in piccoli appezzamenti (dove non copri alcune spese come quelle meccaniche). Il risultato è l’abbandono da parte di molti piccoli ed anche di qualche grande azienda e quindi spazio all’edilizia selvaggia. Vogliamo promuovere una sensibilizzazione politica al riguardo? Per molti è già troppo tardi.

  • Lorenzo Abussi (author) said:

    Ti ringrazio Gianni per il riconoscimento della Passione nel mio
    argomentare. Veniamo a noi: l’olio sta vivendo in questi ultimi anni
    un suo personale Risorgimento. Da semplice prodotto da scaffale, a grande protagonisca delle tavole più importanti (le nostre). Quello che è successo per il Vino, ormai più di vent’anni fa, per la birra più recentemente, adesso sta accadendo all0′Olio : l’attenzione mediatica si sta canalizzando intorno all’argomento, anche tra gli operatori del settore esiste un interesse sempre crescente. Questo sicuramente aiuta a sensibilizzare la grande massa di consumatori sul prodotto Olio. Basta dare uno sguardo agli scaffali dei supermercati e notare l’esponenziale moltiplicazione degli oli disponibili per capire che anche la “grande industria” sta puntando sul prodotto olio. Va da se che l’olio del supermercato non è il tipo di prodotto del quale vogliamo argomentare. Non perché meno nobile, ma soprattutto perché privo di emozioni. Il problema dell’abbandono della terra con conseguente cemintificazione della stessa, ahimè, è mossa da interessi talmente grandi dei quali starne a parlare, non faremmo altro che dell’aria fritta…purchè fritta con del buon Olio ;)

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