Agosto, di Zefferino Colletti
Sabina terra di Poeti dialettali. Ed alcuni di essi sono realmente grandi. Per questo motivo siamo particolarmente orgogliosi di poter pubblicare – per ora nella versione elettronica e quindi sulle pagine della rivista cartacea – una selezione delle Poesie più belle di Zefferino Colletti.
Quando abbiamo deciso di creare Vita Sabina lo abbiamo fatto per farla scoprire, ma anche e soprattutto per il piacere di riscoprirla. Uno dei regali più belli che ci ha portato il primo numero della nostra rivista, attualmente in distribuzione, è stato l’incontro con Zefferino. Un incontro imprevisto, non programmato, frutto di quel caso – o di quella fortuna – che ci convincono ogni giorno del fascino della vita.
La prima poesia che abbiamo scelta di pubblicare, anche su indicazione di Zefferino, ottant’anni vissuti in mille attività, ma sempre nel segno delle Poesia (quella con la P maiuscola) è intitolata “Agosto”, ed è stata pubblicata originariamente nella raccolta “Penzieri in Rima de ‘n omo de cOrtura”.
Buona lettura…
In pieno solleone arriva Agosto
e tra li cittadini, è naturale,
de fa ‘ngran fuggi fuggi generale
pe nun fenì come er porchetto arosto.Poi, chi resta in città pè Feragosto,
verebbe cojonato ar punto tale,
che je conviene a dì che lui sta male
in modo da potè restà anniscosto.Ce sta chi parte armato co la sporta,
come p’ annasse a gode l’aria fina,
invece va dar padre, for de porta.Er poveraccio fà come fò io,
che zappo un orticello, su in Sabina,
in do’ me sento più vicino a Dio.Torri, 07/07/1991
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